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mercoledì 17 giugno 2015

BLOODY (FAKE) MONNEY

Ci risiamo. E' giugno.
Il mese di Crack! 

Trovare il tempo di disegnare è in questo momento molto difficile per me, ma non lo è affatto prendere impegni che puntualmente non riesco a mantenere. Come avere cura di questo blog, o disegnare le fake monnay per il Crack! di quest'anno. Un mese prima dici, massì lo faccio e un attimo dopo devi consegnare in giornata e non hai ancora neanche cominciato.
Allora accampi scuse, farfugli, ma capisci solo che ormai è tardi, te tocca.
Insomma tutta questa filippica serve, oltre che a riempire questo altrimenti inutile blog, a giustificarmi pateticamente perchè ho fatto una cosa nuova, ma non con disegni nuovi.
Che poi se non ve lo dicevo, in quanti se ne sarebbero accorti? Mah...

Ma veniamo a noi.
Quest'anno il tema di Crack! è il Capitale, per cui verranno coniate banconote autoprodotte, realizzate dai partecipanti al festival. Io come ho già eccessivamente spiegato in precedenza, ho scartabellato in archivio in preda al panico, tenendo in mano i pochi euri rimasti a mo' di ispirazione.

Ora, perdonatemi se spiego una cosa forse già ovvia, ma con tutti i Salvini che girano sento il bisogno di essere chiaro. Avrete fatto caso che sui nostri eurucci, sono rappresentati ponti su ponti, simbolo di comunicazione tra i popoli, fratellanza, scambi e tutte queste menate qui. Ora si da il caso che in archivio avessi un disegno di un mare nero, disegnato per tutt'altri scopi, che mi ha fatto subito pensare a quello che è stato il più grande ponte tra culture differenti della storia, cioè il Mediterraneo. E che oggi è ridotto da legioni di Salvini decerebrati a fossa comune per migliaia di migranti che cercano disperatamente un luogo dove ci sia semplicemente umanità. E visto che è cronaca quotidiana sorbirsi i vaneggiamenti di chi si costruisce fantasmagoriche carriere condannando a morte migliaia e migliaia di persone innocenti, mi è sembrato giusto rappresentare su carta moneta, il risultato del loro "lavoro", il più grande ponte negato d'Europa, la tomba che circonda la nostra fortezza.
Sul retro della banconota un collage di disegni fatto qualche anno fa pure questo, ma che acquista un nuovo significato in questa cornice. Il retro è dedicato a (quasi) tutti noi, che facciamo finta di non vedere e che di fatto siamo l'altra faccia della medaglia, pardon, banconota.

Non ne ha bisogno ma lo ricordo anche qui, casomai qualcuno ancora non lo sapesse.
Dal 25 al 28 tutti al Forte Prenestino.
Ci risiamo. C'è Crack!





lunedì 24 novembre 2014

MONEY CAN'T KILL MUSIC

Quanto può essere casuale che un fumettista romano e un musicista rap del Costa Rica si incontrino?
Beh, parecchio casuale, direi.
Ma anche da incontri casuali possono nascere stima e rispetto.
Money Can't kill Music è un progetto collettivo e multidisciplinare creato da Christiano Can e Bassie Blue. Un album musicale, un libro di testi e un art book dove diversi artisti, da differenti paesi, hanno illustrato i testi dell'album. Un progetto coraggioso, il debutto da solisti di due produttori e autori, che hanno scelto di mantenere intatto il controllo sul loro lavoro, autoproducendosi questo primo album per non rinunciare alle loro istanze artistiche e politiche.
Così ho accettato immediatamente quando Christiano mi ha proposto di partecipare a MCKM.
Unica condizione che mi è stata imposta, scegliere la canzone dal titolo, senza neanche poterla ascoltare.
Ho scelto Problem to the problem, e sono stato arruolato nel Neverlandcollective.

Guarda caso ho beccato una canzone dal testo politico, che poi era quella che lui avrebbe voluto facessi....
Ho deciso di lavorare sul collage di disegni per creare un'immagine circolare, che per essere letta dovesse essere girata come un disco, o che creasse un "loop" grafico con la stessa modalità di un pezzo musicale, riciclando qualcosina (secondo il vecchio adagio "rielab è vita") e aggiungendo "icone" in libertà.
Le "breaking chains" sono contenute nel testo della canzone, ma sono soprattutto un personale omaggio al logo di Christiano, due C che simboleggiano le catene spezzate.




















Di seguito qualche matita e il disegno definitivo.
A questo link trovate info e potete acquistare il disco. Io non l'ho ancora sentito, ma i ragazzi sono bravini. Hanno collaborato con Usher, Robin Thicke, Ne-Yo, ecc., mica pettinano le bambole.






























venerdì 24 ottobre 2014

GRAFORIBELLATEVI

Poteva una mostra non produrre un libro?
Dopo aver riaperto la cassa dell'archivio dei GRAFORIBELLI, riletto criticamente dopo 24 anni tutta la nostra produzione, dopo aver selezionato più di 200 vignette su (chissà?) 2000, per dare vita alla mostra "SONO UN GRAFORIBELLE MAMMA", potevamo esimerci dal pubblicare quello che a tutti gli effetti è il catalogo della mostra, per metà piena di inediti e che rimane uno dei pochissimi testi ad oggi pubblicati sul Movimento della Pantera?
Si, certo che potevamo, e saremmo andati a letto tranquilli e sereni.



Siccome invece ci piace infilarci nei casini, eccoci qui a produrre in 15 gg, gli ultimi di apertura della mostra alla Casa della Memoria a Roma, il nuovo libro dei Graforibelli e a lanciare un crowdfounding per sostenerlo.




Cliccate qui sulla pagina di produzioni dal basso per prenotare la vostra copia e scoprire tutte le ricompense che vi spetteranno nel finanziare con poco sforzo questo imperdibile progetto: 240 pag virate in vari colore pantone che racconteranno il percorso narrativo della mostra. Il racconto di due mesi di occupazione durante il movimento della pantera del 1990. Un libro per salvaguardare la memoria facendoci pure due risate sopra. Per voi oltre alle copie del libro, stampe e albetti a tiratura limitata, disegni originali.

Che aspettate? Graforibellatevi.


























venerdì 19 settembre 2014

SONO UN GRAFORIBELLE,MAMMA!


Per illustrare la teoria del caos si cita sempre l'esempio della farfalla che sbatte le ali in un punto qualsiasi del globo, scatenando indirettamente un maremoto a Tokyo.
Beh, eccovi un altro esempio, questa volta di vita vissuta.

Roma, 27 dicembre 1989: una pantera attraversa il raccordo anulare e svanisce. Da  quel momento in poi la mia vita (e quella di parecchi altri, direi) cambia per sempre.
Gennaio 1990, esplodono occupazioni in tutti gli atenei d'Italia, creando un movimento che critica radicalmente le privatizzazioni in atto, la società dell'informazione e la gestione della cultura. Il movimento si da il nome della Pantera, in onore dell'inafferrabile animale che si vagheggia scorrazzi libero nelle periferie romane, ma che nessuno riesce a catturare.
Non esistono praticamente i computer, ne tantomeno internet, però le facoltà si spediscono comunicati via fax, all'epoca il top della tecnologia (!), creando una nuova rete di comunicazione in tempo reale.
Il movimento resiste qualche mese, poi, come la pantera, scompare, riemergendo negli anni successivi almeno nella sua ala più antagonista, prima in una nuova rete di occupazioni su tutto il territorio nazionale, i centri sociali, poi a fine decennio nel movimento no global che dovrà essere fermato con la mattanza del G8 di Genova.
Quasi 25 anni dopo la mostra SONO UN GRAFORIBELLE MAMMA, alla Casa della Memoria e della Storia, espone dal 26 settembre al 7 novembre gli archivi "segreti" dei GRAFORIBELLI, un pugno di giovanissimi (ahimè, all'epoca) disegnatori, che, dalla tipografia della Facoltà di Architettura Occupata di Valle Giulia, tempestarono di vignette e fumetti la capitale e via fax la penisola, raccontando in tempo reale il movimento della Pantera.
Inutile dire che uno dei Graforibelli ero io. In mostra ci saranno disegni originali di Valerio Bindi, Carlo Barbanente, Andrea Guerra, Roberto Grossi e Carlo Prati.
Tornando alla teoria del caos, ho sempre avuto la consapevolezza che quell'avvenimento avesse costituito uno spartiacque nella mia vita di imberbe studentello di architettura, giovane disegnatore dilettante, nonchè fagiano digiuno di politica. In pochi mesi ottenni un corso accelerato di impegno politico, di disegno, e soprattutto imparai che si può cercare di avere il controllo della propria vita.
Insomma sono salito su un treno da cui non sono più sceso.
Riaprire un armadio così importante, chiuso da 25 anni è quindi un'esperienza spiazzante ed emozionante allo stesso tempo, da cui posso trarre un paio di considerazioni alla luce del tempo trascorso.
1- L'archivio dei Graforibelli è enorme ed è un documento unico nel suo genere, aldilà della sua qualità, che è sempre opinabile. Non so se esiste un esperimento simile, cioè chiudere un gruppo di persone in una stanza per tre mesi e fargli raccontare un episodio così importante di vita collettiva.
2- Io ero una pippa inguardabile all'epoca, rispetto alla maturità grafica e narrativa dei miei compagni, ma ho capito subito che quello che facevamo era importante e mi sono messo ad imparare, e ho fatto bene.

Ok, prima che scendano le lacrimucce, eccovi il Bindi d'annata del manifesto della mostra con gli orari e l'indirizzo, e un mio omaggio alla mostra e uno di Andrea Guerra.
Enjoy!






venerdì 11 luglio 2014

E INTANTO RIDONO

Non manca molto ormai. Un paio di capitoli e la storia dei Siamesi sarà completa. Le necessarie revisioni e poi si passerà alle chine mancanti.
Ma.
C'è sempre un ma.
Problemi, lavoro, tutto ti salta addosso quando meno vorresti e ti trascina da un altra parte. La testa si annebbia, la luce si spegne.
Ma i Siamesi se ne fregano. Loro sono liberi, senza padroni e perennemente giovani. Scappano tra i rovi, si rifugiano in mezzo ai cespugli, invisibili. E mi guardano da laggiù. Aspettano. Anche se non riesco a vederli, so che sono lì che aspettano.





















Aspettano.





















E intanto ridono.




lunedì 30 giugno 2014

THEY LIVE!

Ecco un'altra cosa che non tornerà più, come il tempo delle merendine.
La sacrosanta paranoia, tutta di matrice squisitamente underground, di ritrovarsi a immaginare complotti, all'epoca metafore politiche assolutamente poetiche, capaci di guardare in avanti di trenta o quarant'anni.
Oggi tutto questo non c'è più, spazzato via da rettiliani, scie chimiche e quant'altro.
Spazzata via la politica è rimasta solo la paranoia.

Ecco un piccolo omaggio al vecchio John Carpenter, maestro del fantahorror politico.


lunedì 28 aprile 2014

KAMASUNDAY

Oggi è lunedì, ma la domenica si pubblicano le interviste agli autori di 64 kamasutra artbook.
Quindi per tutti gli aficionados di questo blog ecco il mio turno qui. Enjoy.


lunedì 31 marzo 2014

STREETLIFE

La congiuntura astrale del momento vuole che io disegni solo streetlife.
Eccovi qualche matita di un lavoro consegnato di cui parleremo a breve (disegni 2 e 3).
Stay tuned.






giovedì 21 novembre 2013

64+1


Cos'è 64? Un libro di 136 pagine a colori con 64 autori internazionali diversi che illustreranno le 64 posizioni del Kamasutra, che sarà pubblicato dall'associazione culturale (nonchè rivista) SQUAME. Uscita prevista gennaio 2014.
Seriamente, non lo dico perchè ne faccio parte, non lo dico perchè alcuni sono anche degli amici, ma non capita tutti i giorni di vedere un simile dispiegamento di forze grafiche. Un progetto molto ambizioso e raffinato al tempo stesso,  un divertissment e una finestra sullo stato dell'arte dell'illustrazione over/underground. Adesso non starò qui a fare nomi, che ognuno ci ha le sue di classifiche, ma troverete l'elenco degli autori qui. Date un'occhiata e poi mi dite.

Fin qui le sviolinate, passiamo alla marchetta vera e propria. Ora, per realizzare questa meraviglia è stato lanciato un crowdfunding che trovate a questo link. La domanda è semplice infatti. Se tanto ve lo comprerete dopo, perchè non comprarlo subito? Quindi cliccate, contribuite e diffondete. Mancano 30 giorni da oggi. Ne varrà la pena.

Se non siete ancora convinti, eccovi in regalo la tavola che non consegnerò. A Roma si dice (con la mano aperta a lato della bocca obbligatoriamente):-"...Capito come?" Questo è lo scarto del llbro!!
La posizione de "lo storno".


mercoledì 30 ottobre 2013

GRAVITY

Lungi da me l'idea di prestarmi alla pubblicità, soprattutto se non remunerata. Ma dato che un blog è una sorta di diario eccomi qui a dare conto del più grosso strippo che mi sia capitato di provare al cinema da tempo immemore.
Gravity 3D.
Porca Troia.
La recensione potrebbe finire qui ma lasciatemi dare qualche ulteriore ragguaglio.
Lasciamo perdere la storia, comunque dignitosa. Lasciamo perdere la veridicità scientifica, su cui mi riprometto di approfondire.
Rimaniamo sul porca troia.
Gravity è girato da dio. Una tecnica impressionante fa fluttuare la telecamera in assenza di gravità per tutto il film. Aggiungete il 3D, ed ecco che dopo neanche 10 minuti vi ritrovate a respirare col boccaglio, perchè voi vi trovate DAVVERO alla deriva nello spazio!
Ovviamente nel mondo reale la fine sarebbe arrivata immediatamente. Vaporizzati, soffocati, o colpiti da un frammento lanciato a 30000 km/h.
Qui no. Qui vi tocca strippare per un ora e mezza buona. E per tutto il tempo ripenserete al classico di ogni bambino. "Cosa vuoi fare da grande?" Il ragioniere, vaffanculo!"

lunedì 7 ottobre 2013

10K!

Eccoci! Si cambia decimale.
Glom! ha superato i diecimila visitatori. Si, vabbè c'è gente che li fa un po' più in fretta, ma fa sempre piacere.  A suggello di questo traguardo eccovi un montaggio di quello che è passato su questi schermi.
Grazie a tutti quelli che hanno seguito e a quelli che continueranno a seguire questo blog. Questa "pietra emiliana" è per voi.
Stay tuned!!



lunedì 16 settembre 2013

CHEZ BARTO'

Un'altra annosa questione, seconda solo a quella delle foto delle vacanze, è quella dei disegni delle vacanze.
Oltre al problema dello spaventoso tunnel dell'omologazione collettiva in cui ci si tuffa, c'è la questione del dovuto rispetto a chi, soprattutto di questi tempi, è rimasto a casa, o a farsi un mazzo tanto, o a guardar crescere il muschio sul lato nord dei muri aspettando tempi migliori, e che si trova bombardato da migliaia di terrificanti reportage.
Che farne, dunque?
Per quanto mi riguarda quei pochi che produco sono più degli esercizi di yoga e di sopravvivenza a cui mi sottopongo, viste le condizioni di precario equilibrio e dei mezzi a mia disposizione. Una bic e una moleskine. Stop.
Perciò mi limiterò a pubblicarne solo uno. L'unico in cui ero seduto un po' comodo, e che riguarda un posto in cui sono stato bene e con cui ho un grosso debito. Siamo da Chez Bartò, Corte, Corsica. Un camping come piace a me, super minimal, solo verde e servizi. Questi sono i tavoli del baretto, che senza nulla a pretendere, offrivano ospitalità a poveracci come noi che non si erano portati manco un tavolinetto e una sedia per mangiare.
Grazie Bartò! Questa è per te, chiunque tu sia.


martedì 13 agosto 2013

martedì 23 aprile 2013

TRASH

Per tutte altre vicende stavo disegnando questa cosuccia.
Permettetemi una botta di qualunquismo dicendo che la cronaca di questi giorni mi ha fornito un'ispirazione eccezionale.
Mi sono sentito "sul pezzo".

lunedì 11 marzo 2013

I CAN GET NO...

Qualcosa si perde e qualcosa si guadagna sempre tra la matita e il definitivo. Il difficile è essere pienamente soddisfatti, ahimè...




martedì 26 febbraio 2013

IL GIOCO DELLE TRE CARTE

Incredibile.
L'occhio è sempre troppo lento per questo gioco.
Questa volta ero sicuro. Sicurissimo che non sarebbe uscito.
Invece è sempre là... Che ride, cazzo, ride.


mercoledì 7 novembre 2012

YES, THEY CAN!

Beh, diciamocelo. Siamo tutti più sereni ora che l'arsenale atomico americano non andrà in mano ad un uomo che crede in una fede basata su tavole d'oro scritte in "geroglifici egiziani riformati" disseppellite nell'800 negli Stati Uniti. Già ce la siamo vista brutta con quell'altro ex-alcolista che parlava con Dio.
E sono tutti ancora più sereni in Colorado dove un referendum ha legalizzato la marijuana per "uso ricreativo". Loro si che possono. Yes, they can!


lunedì 5 novembre 2012

SANDY, KATRINA, OR WHOEVER'S NEXT

Questo disegno è stato fatto per l'uragano Katrina del 2006. Ora che è passata Sandy, mi pare piuttosto attuale. Tra l'altro all'epoca la città di New Orleans finì in ginocchio per l'insipienza di Bush e compagni. Ora che l'emergenza è stata gestita meglio non mi pare ci siano grosse differenze. Sempre sulle stesse ginocchia si finisce.
Il cambiamento climatico è un fatto ormai. Sarebbe ora che gli Stati Uniti per primi cambiassero il loro famoso stile di vita  "non negoziabile". Mettiamoci tutti questi soldi sul costo al gallone della benza e vediamo cosa esce fuori.
Tra l'altro Obama avrebbe avuto qualche argomento in più per la sua campagna se avesse mantenuto le sue promesse. Ormai è tempo di prevenire, non di organizzare emergenze. E noi ne sappiamo qualcosa, fidatevi.


lunedì 22 ottobre 2012

martedì 16 ottobre 2012

BRUCE

Dalle nebbie del tempo, leggi dalle pile di carta sul mio tavolo, è riemerso oggi questo Bruce Lee a matita. Dimenticato sotto "cose inutili" prime di essere finito a china, direi che merita maggiore considerazione.
Lo sposto nella pila di "cose da fare".