domenica 17 giugno 2012

mercoledì 6 giugno 2012

PAURA, EH?...

Una serie di disegni, alcuni diventati delle tele, altri per pigrizia ancora no, incentrati sulla paura.
Quella più irrazionale e inconscia, quella che da bambino ti attanaglia quando scendi in cantina, e che quando sei grande, senti che è rimasta ancora tutta lì, solo che ti rifiuti di crederci.
Una serie di spazi architettonici e urbani, trasformati dalle nostre proiezioni mentali.
Ma mica poi tanto. In certi posti c'è davvero da aver paura.






venerdì 1 giugno 2012

PLEISTESCION 13 - LA SOBRIA PARATA

Premetto subito che mi schiero da un'altra parte. A me la parata, sobria o coatta che sia fa solo venire un brivido lungo la schiena, soprattutto se si sfila lungo la ex via dell'Impero. Che poi non si capisce perchè per festeggiare la Repubblica devo veder sfilare i cannoni.
Quindi cancelliamola proprio in assoluto. A maggior ragione perchè c'è la crisi. A stramaggior ragione perchè urgono aiuti concreti in un momento del genere.

giovedì 24 maggio 2012

NUBI TOSSICHE

Un paio di notizie di questo mese, distanti tra loro solo nel tempo e nello spazio.
La prima tratta da "Il manifesto", (la trovate qui). La diossina fuoriuscita a Seveso nel 1976, "uno dei veleni più potenti mai prodotti dall'uomo", non uscì mai dai confini italiani. Racchiusa dentro fusti insieme alla terra contaminata, ufficialmente fu spedita non si sa dove (?!!) oltreconfine.
Invece no. Una nuova inchiesta ipotizza che sia stata smaltita da un inceneritore di Mantova nel 1980, che, ben lungi dal distruggere la diossina, la disperse nuovamente nelle campagne mantovane, ricominciando il ciclo dei tumori tra i residenti.
La seconda riguarda il Giappone post-Fukushima. Il 5 maggio ha chiuso l'ultima centrale nucleare del paese ancora attiva. Ufficialmente sono chiuse per manutenzione, ma la riattivazione dipende dalle autorità locali, e attualmente sembra che il 60% della popolazione sia contrario, il che fa ben sperare. Ovviamente anche qui ci sono resistenze enormi, ma per adesso è tutto chiuso. Finito. Click.


lunedì 23 aprile 2012

MI RICORDO SACCARINA...

Premetto, questo è un post per gli amici. I cultori della materia non credo siano parecchi.
Correvano i favolosi anni '90. Gli anni dei primi rave illegali a queste latitudini. Stiamo parlando di strepitosi spazi dismessi, occupati temporaneamente, stravolti di significato per una o più notti, per poi essere di nuovo abbandonati. Le T.A.Z. le zone temporaneamente autonome, citate da Hakim Bey.
In quegli anni io e Valerio Bindi creammo  le Z.T.M. zone temporaneamente mutanti, storie a fumetti in cui i veri protagonisti erano proprio questi scenari. Ma a poco a poco ebbi l'esigenza di avere dei veri protagonisti, che ovviamente furono tutti ispirati a  persone vere. 
Il mio preferito era lui, Saccarina. Cupo, torvo, e soprattutto (come il suo omologo reale) in perenne trasformazione. Lo studiai per un po', finì in un libretto di omaggio a Tamburini, poi gli affiancai dei personaggi, e divenne uno dei protagonisti di Acido Liquido, storia pubblicata su BLUE (vedi nella sezione comics). Poi scrissi vari soggetti brevi incentrati su di lui, che ahimè, mai videro la luce. Nella successiva e ultima storia delle Z.T.M. il protagonista fu Spino, il suo compare, più adatto alla vicenda. Poi più nulla. Peccato. Era un bel personaggio. 
Fortunatamente ci rimane la sua ben più preziosa versione in carne ed ossa, che qui saluto, e a cui ora mi rivolgo. Non esistono altre storie definite su Saccarina, ho cercato, niente, nisba. Esiste il mio fascicolo con le matite che ti riguardano da cui estrapolo questo best of.
Un ultima curiosità: il nome Saccarina veniva da un pezzo gabber dell'epoca, in cui l'unico testo ripeteva una roba tipo "call me saccharin". Io obbedii. Anni dopo il vero Saccarina si è ammalato di diabete. 
Deve essere  la teoria del caos.




domenica 15 aprile 2012

RESTIAMO UMANI

Un anno fa veniva assurdamente ucciso Vittorio Arrigoni. Con lui si spegneva la più importante voce dalla Palestina.
Ricordo che quando lo vidi in fotografia per la prima volta rimasi estremamente colpito. Come poteva essere  quella la faccia dell'unico reporter/attivista al mondo che era riuscito a rimanere nella Striscia di Gaza, durante la carneficina dell'operazione "Piombo fuso"? La faccia dell'unico occidentale al mondo disposto a rischiare la vita per testimoniare il dramma del popolo palestinese?
Da un lato il fatto che non fosse una specie di marine, ma un ragazzo qualsiasi con un aria estremamente bonaria, ne aumentò ai miei occhi l'immensa stima che già ne avevo per avere letto i suoi reportage, i più belli che mi sia capitato di leggere su dei quotidiani.
Dall'altro la sua "normalità" fece diminuire la mia personale autostima di parecchio.
Fatto sta che leggendo i suoi resoconti, che potete trovare qui, feci questo disegno della Striscia di Gaza, che mi sarebbe piaciuto fargli avere (non avendo allora visto la sua faccia, mi intimidii e non ne feci nulla, vedi alla voce autostima). Questo disegno finì nelle redazioni di qualche giornale, ma non venne mai pubblicato, forse anche perchè i giornali inseguono le notizie e poi se ne dimenticano.
Quindi glielo regalo oggi, purtroppo nel primo anniversario della sua morte.
Ciao Vik.
Restiamo umani.


giovedì 5 aprile 2012

PLEISTESCION 11

Il momento è storico. Il nostro stato confinante immaginario trattiene il fiato. Cerchiamo le parole giuste per ricordarlo. Eccole: "hahahaha!"